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La democrazia per sorteggio: un’alternativa cittadina da scoprire

Il sorteggio applicato alla politica designa la selezione casuale di cittadini ordinari per partecipare a un'assemblea o a un panel incaricato…

Groupe de citoyens tirés au sort réunis autour d'une table lors d'une assemblée citoyenne démocratique
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Il sorteggio applicato alla politica designa la selezione casuale di cittadini ordinari per partecipare a un’assemblea o a un panel incaricato di formulare raccomandazioni su un argomento specifico. Questo meccanismo, utilizzato nella democrazia ateniese per designare i membri della Boulè, riappare dagli anni ’70 in forme varie: giurie cittadine, convenzioni, commissioni deliberative. Il suo ritorno nel dibattito pubblico accompagna una crescente sfiducia verso le istituzioni rappresentative classiche.

Funzionamento concreto del sorteggio cittadino

Il principio si basa su una selezione casuale all’interno della popolazione, spesso stratificata per riflettere la diversità sociodemografica (età, genere, luogo di residenza, livello di istruzione). Le persone selezionate non si candidano: vengono invitate, e la loro partecipazione rimane volontaria.

Una volta costituito il panel, i partecipanti seguono un ciclo di formazione e deliberazione. Esperti intervengono per presentare i dati tecnici dell’argomento trattato. I cittadini discutono poi in piccoli gruppi prima di formulare raccomandazioni collettive.

Questo formato si distingue dal referendum o dal sondaggio d’opinione. Il sorteggio produce una deliberazione informata, non una risposta spontanea a una domanda chiusa. I partecipanti dispongono di diverse settimane, a volte diversi mesi, per appropriarsi di un dossier complesso. Risorse documentarie su questo meccanismo sono compilate su sortition.net, che raccoglie i lavori accademici e le sperimentazioni in tutto il mondo.

Donna che presenta un sorteggio in una ciotola di vetro durante una cerimonia di selezione cittadina

Assemblee cittadine in Francia e in Belgio: due modelli distinti

La Convenzione cittadina per il clima, lanciata in Francia nell’autunno del 2019, ha riunito 150 cittadini sorteggiati. Il loro mandato: proporre misure per ridurre le emissioni di gas serra. Il governo si era impegnato a riprendere le loro raccomandazioni, integralmente o tramite referendum.

Il monitoraggio amministrativo di queste proposte, documentato dal ministero della Transizione ecologica, ha messo in luce un divario significativo tra le raccomandazioni formulate e le decisioni effettivamente adottate. Il monitoraggio misura l’avanzamento amministrativo, non l’effetto reale sulle emissioni. Questo scostamento alimenta un dibattito ricorrente: un’assemblea cittadina senza potere vincolante rischia di rimanere consultiva.

Il Belgio offre un controcanto interessante, con due formule distinte:

  • Nella Comunità germanofona, un Consiglio cittadino permanente sceglie i temi da sottoporre alle assemblee sorteggiate e assicura il monitoraggio delle loro raccomandazioni. Questo dispositivo risponde a una domanda spesso trascurata: chi verifica cosa accade alle proposte dopo la deliberazione?
  • A Bruxelles, commissioni deliberative ibride associano cittadini sorteggiati e parlamentari eletti. Le raccomandazioni vengono poi esaminate nel contesto parlamentare, creando un legame diretto tra deliberazione cittadina e processo legislativo.
  • Questi due modelli belgi si distinguono dalle convenzioni occasionali per la loro iscrizione nella durata e la loro articolazione con le istituzioni esistenti.

Effetti misurati sui partecipanti al sorteggio

Uno studio sulle assemblee cittadine governative organizzate nel 2024 e 2025 riporta effetti concreti sulle persone sorteggiate. I partecipanti mostrano un aumento delle loro conoscenze politiche sull’argomento trattato e attribuiscono maggiore importanza alla tematica dopo la deliberazione.

Lo studio nota anche un’evoluzione del rapporto con le istituzioni: i partecipanti sviluppano un sentimento crescente che le istituzioni possono integrare la voce dei cittadini. Questo risultato sfuma l’idea secondo cui i panel sorteggiati servono solo a legittimare decisioni già prese.

Questi effetti rimangono circoscritti ai partecipanti stessi. La questione della diffusione verso il resto della popolazione, che non ha vissuto la deliberazione, rimane aperta. Un panel di alcune decine o centinaia di persone non modifica meccanicamente la percezione collettiva della democrazia.

Limiti strutturali della democrazia per sorteggio

Il sorteggio non elimina le asimmetrie di competenza. I partecipanti arrivano con livelli di familiarità molto diversi rispetto ai dossier tecnici, e la qualità della deliberazione dipende in larga misura dal framing iniziale: scelta degli esperti auditi, formulazione delle domande, durata concessa agli scambi.

Il framing della deliberazione influisce direttamente sulle raccomandazioni prodotte. Chi definisce l’ordine del giorno esercita un potere considerevole sul risultato. Questo problema, comune a ogni forma di consultazione, assume una dimensione particolare quando i partecipanti non hanno scelto di essere lì e scoprono l’argomento.

La questione della responsabilità politica si pone anche. Un eletto rende conto durante le elezioni successive. Un cittadino sorteggiato, per definizione, non si ripresenta. Questa assenza di mandato rinnovabile complica l’attribuzione delle responsabilità se una raccomandazione produce effetti negativi.

Giovane uomo che legge un documento sulla democrazia partecipativa con un'urna di sorteggio in terrazza

I dispositivi più avanzati, come quello della Comunità germanofona belga, cercano di risolvere questo problema tramite la permanenza: il Consiglio cittadino assicura una continuità istituzionale che le convenzioni occasionali non garantiscono. Il sorteggio funziona meglio come complemento articolato alle istituzioni elettive che come sostituto. Le sperimentazioni in corso, dal modello bruxellese alle assemblee climatiche, delineano uno spazio in cui la selezione casuale arricchisce il dibattito democratico senza pretendere di sostituirlo.

La democrazia per sorteggio: un’alternativa cittadina da scoprire